PIEDI PIATTI ?

PIEDI PIATTI?

CHI CHIAMARE E COME CURARLI.

 

Come si può intuire dal nome, la sindrome del piede piatto si manifesta quando la volta plantare è appunto piatta, ossia quando la pianta tocca terra quando si assume la posizione eretta. Questo problema può derivare da un non corretto sviluppo in età infantile oppure per motivazioni traumatiche o semplicemente dall’invecchiamento.

 

Si può autovalutare questa situazione? A questa domanda potremmo rispondere consigliando di notare alcuni particolari durante le attività di vita quotidiana. In maniera autonoma potreste notare, immergendo i piedi nell’acqua e facendoli poi poggiare su una superficie liscia stando in posizione eretta se la pianta appunto rimane tutta evidenziata nell’orma, oppure più banalmente valutare l’usura delle vostre scarpe concentrandovi sulla suola. Ricordatevi comunque che questi sono consigli per fare una prima valutazione, ma in sé questi accorgimenti non hanno un valore clinico, soprattutto se presi isolatamente.

 

Nel caso in cui il piede faccia male in maniera apparentemente immotivata è opportuno rivolgersi ad uno specialista, ossia all’Ortopedico. Quando necessario sarà possibile valutare anche un esame baropodometrico (diciamo una versione più scientifica di quello proposto in fase di autovalutazione). In base alla diagnosi o ai dubbi sollevati dallo specialista potrebbe esservi consigliato di effettuare radiografie, ecografie, risonanze magnetiche o TAC.

 

L’Ortopedico potrebbe ritenere indispensabile il trattamento nel momento in cui, oltre ai piedi piatti si sommano altri sintomi che potrebbero crearvi disagio durante il giorno come dolore localizzato ai piedi, caviglie, ginocchia e addirittura anche o schiena. Da non sottovalutare disturbi o fastidi alle ossa, debolezza muscolare e ai tessuti connettivi, sensibilità o rigidezza.

 

Come si cura quindi? Le modalità che lo specialista può considerare, dipendono sempre da caso a caso, valutando gravità, entità del problema, esigenze del paziente e così via.

 

Sicuramente il Fai-da-Te non è mai consigliato e senza un’accurata analisi di uno specialista si rischia molte volte di non risolvere il problema e addiritturadi peggiorarlo.

L’efficacia dei plantari in molti casi è limitata, potrebbe invece esservi consigliato di non usare scarpe con tacco, o di camminare il più possibile scalzi, oppure potrebbero esservi prescritti dei dispositivi ortopedici su misura, soprattutto nei casi dei legamenti infiammati.

 

Inoltre anche lo Stretching può essere una soluzione valida per esempio per problematiche al Tallone di Achille.

 

Si ricorre alla chirurgia per risolvere il problema dei Piedi Piatti?

Per correggere questo tipo di problema si può ricorre alla chirurgia, certo che sì. In molti casi interventi di routine come il più conosciuto Calcagno Stop, rappresentano un valido aiuto nella risoluzione del problema, ma non sono gli unici. La struttura del piede è infatti molto complessa e le cause di un piede piatto possono essere molteplici. Per questo lo specialista dovrà valutare età del paziente, tipologia di problema e che approccio utilizzare per risolvere il disagio. L’intervento quindi sarà utile ad evitare peggioramenti della struttura e altri problemi che potrebbero subentrare sottovalutando il problema.

 

Nei bambini fino agli 8 anni di età possiamo dire che il Piede Piatto è una condizione comune e facilmente riscontrabile. Da questa età in poi entro i 10-12 anni si dovrebbe formare una corretta “volta plantare”, cioè la conformazione tipica del piede come lo conosciamo.

         

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